ADRIANO D'ASTOLFO

Centrocampista
Nato a Roma il 20 marzo 1984
Esordio in A: -

2000-01 LODIGIANI C1 0 0
2001-02 LODIGIANI C1 12 0
2002-03 LODIGIANI C2 20 0
25 2003-04 TERNANA B 1 0

(legenda)

"Ho iniziato a giocare con il pallone da quando ero in passeggino. Logico che il mio futuro non potesse che essere questo". A sentirlo parlare vengono quasi i brividi. Sicuro, ambizioso, ma soprattutto felice di tutto ciò che gli sta accadendo quest'anno. Adriano D'Astolfo è l'ultimo gioiello di casa Lodigiani, ma è anche una delle realtà più belle dell'Italia under 18, radunata da tre giorni al centro sportivo "La Borghesiana". "In questa convocazione ci speravo tantissimo - prosegue Adriano -. Sapevo che il commissario tecnico (Paolo Berrettini, ndr) mi stimava, visto che mi aveva già convocato la scorsa stagione. Il fatto che mi abbia richiamato mi dà una carica ancora maggiore per fare sempre meglio". Già, anche perché con la maglia azzurra c'è da cancellare la delusione dello scorso giugno, quando in Inghilterra, agli Europei under 17, l'Italia uscì immeritatamente ai quarti di finale: "Quella fu un torneo sfortunato - commenta -. Ora vogliamo riprenderci al più presto le nostre rivincite".

Cresciuto nell'Ostia Mare, D'Astolfo (classe 1984 e natio proprio di Ostia) è il classico centrocampista d'interdizione. Corre, contrasta e ruba palloni a quantità, ma è anche capace di cucire bene la manovra, raccordando tra di loro difesa e centrocampo. Del resto, essendo romanista da sempre, ha in Tommasi il suo modello (anche se "Emerson, nel mio ruolo, è il più forte di tutti"). Da tre stagioni è alla Lodigiani, dove, dopo due annate con gli Allievi Nazionali, fa ora parte della rosa della prima squadra: "Qui ho imparato cosa vuol dire essere un giocatore vero. Venivo dall'esperienza dell'Ostia Mare, uno dei migliori settori giovanili del calcio dilettanti. Ma è alla Lodigiani che ho capito veramente cosa serve per emergere nel mondo del calcio: sacrificio, voglia di emergere ed applicazione. Senza queste doti, non si va da nessuna parte". Lui le ha e la società capitolina se n'è accorta ben presto. Dopo un inizio stentato sotto la gestione Righetti (complice anche una pubalgia che non gli ha permesso di mettersi in mostra), è con Pannunzio che Adriano ha spiccato il volo, collezionando tre presenze consecutive: "Il mister mi conosceva e mi dato subito fiducia. Gliene sarò sempre grato". Peccato, però, che dopo la trasferta di Sora (1-1), nelle due care casalinghe con Ascoli e Taranto i biancorossi abbiano racimolato un solo altro punto. "È vero, fino ad oggi non sono stato molto fortunato, ma sono sicuro che presto arriverà anche la mia prima vittoria". Circostanza che sarebbe fondamentale per tornare a sperare nel sogno-salvezza: "Personalmente sono molto fiducioso. Abbiamo un buon organico e con i recenti acquisti di Pastine, Cavezzi e dell'argentino Varatteri possiamo tornare nel gruppo. Io ci credo e come me anche i miei compagni di squadra". Con l'arrivo sulla panchina romana di Angelo Orazi, insieme alla salvezza D'Astolfo si pone però anche un altro obiettivo: "Convincere il nuovo mister delle mie qualità e cercare di giocare il più possibile. E poi spero che la Roma mi dia un'altra grande gioia come quella dello scorso anno. Scudetto o Champions? Va bene tutto. Anzi, se arrivano entrambi è meglio".

(Andrea Pugliese - La Gazzetta dello Sport - 3 gennaio 2002)



La carriera in nazionale (figc.it)